
"Museo Archeologico G.B. Leopardi”, Archivio fotografico Cogecstre
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Nel maggio del 2001 si è inaugurato il Museo Archeologico di Penne intitolato al barone Giovanni Leopardi. Grazie ad un progetto nato dall’accordo tra il Comune, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Diocesi e l’Università di Chieti, lo splendido palazzo vescovile che ospita il Museo è stato completamente restaurato. Il nuovo allestimento, da un lato, propone sotto una nuova luce la collezione Leopardi, dall’altro, arricchisce l’opera del barone con innumerevoli reperti che coprono un arco cronologico dal Paleolitico al Medioevo.
Il percorso cronologico dell’esposizione, che si può scoprire al meglio accompagnati dagli interessanti testi inseriti nelle audioguide tonwelt, si snoda nell’arco di dieci sale. Fra i materiali presenti nel Museo sono compresi quelli del Paleolitico Superiore di Campo delle Piane a Montebello di Bertona, un accampamento all’aperto databile intorno a 14.000 anni fa, del villaggio neolitico di Pluviano e, sempre da Campo delle Piane, i resti di un villaggio databile fra la fine dell’Età del bronzo e gli inizi dell’Età del ferro. Durante il periodo italico (VI-V sec. a. C.), le testimonianze archeologiche relative al territorio vestino sono quasi esclusivamente necropoli: le più importanti, tutte rappresentate nel Museo, sono quelle di Colle Fiorano, Farina-Cardito, Vestea, Montebello, Loreto Aprutino e Nocciano. Sono illustrate, infine, le fasi di occupazione di Penne dall’età imperiale al Medioevo testimoniate dai recenti scavi effettuati nell’area urbana e in particolare del palazzo vescovile.
L’allestimento è reso più accattivante dalla ricostruzione della tomba di un guerriero proveniente dalla necropoli di Nocciano, dalla proiezione di un audiovisivo e da un ampio pannello ricostruttivo dedicati alla tomba a camera di Arce.
Museo Archeologico “G.B. Leopardi”
Piazza Duomo 8
65017 Penne (PE)
www.muvi.org/map